La Grande Crisi è finita? seconda puntata
domenica 24 gennaio 2010 di Marco Mandelli
LA GRANDE CRISI E’ FINITA? SECONDA PUNTATA
Il settimanale AFFARI & FINANZA, allegato a “La Repubblica “, di lunedì 11 gennaio 2009, contiene un importante articolo dell’economista tedesco Klaus Schwab, fondatore del WORLD ECONOMIC FORUM, che si svolge tutti gli anni in gennaio, a Davos, in Svizzera.
Pochi giorni fa il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha attaccato frontalmente i grandi banchieri del suo paese, colpevoli di comportamento indecente nei confronti dei contribuenti.
A causa della grande crisi del 2008-2009, le principali banche americane erano quasi fallite. Nonostante siano state proprio le banche la causa principale della crisi, esse sono state salvate dallo stato, con robuste iniezioni di liquidità. Esse si sono approfittate del fatto che il loro fallimento avrebbe messo in ginocchio l’economia della nazione (e, a catena, del mondo intero).
Il guaio è che le banche erano quasi fallite a causa dei loro spericolati comportamenti: emissioni di derivati “spazzatura”, titoli “tossici”: sostanzialmente pezzi di carta con poco o nessun valore (tra cui titoli derivati dai mutui immobiliari), abilmente confezionati in “pacchetti strutturati” che sono stati poi venduti alle banche di tutto il mondo e, a cascata, a moltissimi ignari risparmiatori. In confronto, i crac PARMALAT e CIRIO, di cui sono ancora in corso i procedimenti giudiziari, sono roba da dilettanti!
Il meccanismo è saltato quando i cosiddetti “mutui subprime” (mutui ad elevato rischio, mutui concessi con molta facilità e leggerezza a famiglie che non potevano permetterseli), sono diventati inesigibili, a causa del crollo del mercato immobiliare del 2007-2008.

Ricordo che il mercato dell’edilizia ha cicli di alti e bassi di circa 10 anni, quindi la "bolla" immobiliare era facilmente prevedibile. Ciò nonostante i finanzieri statunitensi ( e non solo ) hanno continuato imperterriti a piazzare i “titoli tossici”, per aumentare a dismisura i fatturati delle loro banche e soprattutto i loro guadagni (i famosi “superbonus”contestati da Obama), strettamente legati ai risultati.
Schwab sostiene, e ne sono convinto anch’io, che, negli ultimi anni, è progressivamente peggiorata l’etica nella gestione delle imprese.
Il sistema economico capitalistico, che è maturato nel corso degli ultimi due secoli, è fondato sul principio del profitto.
L’imprenditore reperisce risorse umane e finanziarie, investe i soldi in una attività economica (che comporta comunque dei rischi) e viene remunerato dal profitto (o utile netto ). Come diceva Luigi Einaudi, economista e secondo Presidente della Repubblica Italiana, l’imprenditore non crea una attività con il solo obbiettivo del profitto, ma anche per soddisfazione personale e sociale: la crescita di un’azienda porta (o dovrebbe portare) benessere a tutta la comunità (l’imprenditore, i suoi soci, gli azionisti, i dipendenti interni ed i partner esterni, i fornitori, i clienti, il territorio e la nazione).

Il capitalismo è diventato negli ultimi anni “turbocapitalismo” (espressione in voga qualche anno fa, ma ancora molto attuale). Si sono persi gradualmente i valori che accompagnavano l’impresa; le aziende (soprattutto negli USA) sono diventate esclusivamente “macchine per fare soldi”; i manager venivano (vengono) spinti a guardare solo al conto economico annuale e non a strategie di medio lungo periodo, privilegiando il “tutto e subito”: massimizzare i profitti a qualunque costo, fino alla megatruffa (il caso Bernie Madoff, 50 miliardi (MILIARDI) di dollari, arrestato lo scorso anno negli USA).
Questa è la vera causa della GRANDE CRISI, dalla quale ancora non siamo usciti; non ne usciremo, se non ne comprendiamo le vere origini e non vi poniamo rimedio.
La battaglia del Presidente USA Obama è rivolta contro i grandi manager finanziari che, senza vergogna, appena i bilanci delle banche hanno ripreso a vedere qualche segno di miglioramento (grazie ai robusti finanziamenti statali), hanno ricominciato a comportarsi esattamente come prima, ricominciando a far circolare titoli “dubbi” ed incamerando “superbonus”. Il contribuente statunitense è giustamente molto arrabbiato.
In misura ridotta, ciò è avvenuto anche in Europa.
Come uscirne? Occorre riscoprire i valori della comunità. Siamo tutti collegati. Senza solidarietà la razza umana è destinata ad una lenta ed inesorabile estinzione.
it
Per approfondire
?
|
OPML
?
