Non mangiare carne: aiuta l’ambiente
lunedì 29 marzo 2010 di Marco Mandelli
Cosa c’entra la carne con l’ambiente? C’entra, eccome!
L’allevamento degli animali comporta il consumo di grandi quantità di cereali, vegetali, di acqua. Durante la loro vita bovini e suini emettono grandi quantità di metano e ossidi di azoto (le flatulenze dell’ apparato digerente); la cosa può far sorridere, ma è un argomento tremendamente serio: il metano e gli ossidi di azoto hanno un potere climalterante assai superiore a quello dell’anidride carbonica.
Gli animali vanno poi nutriti, trasportati e “lavorati” a fine vita, con grande consumo di energia di risorse.

Per farla breve, allevare animali per il consumo di carne ad uso umano è un’attività non più sostenibile, a causa dei grandi consumi di materia ed energia. Ciò non significa che dobbiamo diventare tutti “vegani” (i vegetariani stretti, che non mangiano neanche uova, latticini e pesce). Significa che dobbiamo però essere consapevoli che le nostre scelte di vita incidono su noi stessi , sui nostri simili, su tutti gli esseri viventi ed il nostro pianeta.

Ci sono poi le motivazioni etiche : non si mangia carne per non uccidere animali; spesso l’animale viene allevato in condizioni pessime (locali angusti, cibo scadente); il consumo di carne renderebbe gli esseri umani più aggressivi.
Mangiare poca carne fa bene alla salute, lo dicono tutti i medici ed i dietologi!
Il pesce fa bene perché ricco di grassi “omega3”, ma i pesci sono animali anche loro!
Dobbiamo privilegiare la dieta mediterranea, con grande impiego di verdure, cereali, legumi, frutta, il tutto possibilmente integrale e/o biologico.
Il pianeta Terra potrà sopportare i 9,5 miliardi di abitanti previsti per il 2050, solo se saremo capaci di adeguare i nostri comportamenti; non è pensabile che 3 miliardi di cinesi ed indiani possano avere gli stessi stili di vita che abbiamo avuto noi “occidentali” fino ad oggi (anche se ne avrebbero il diritto!): auto, frigorifero, televisore al plasma, carne tre volte a settimana.
Noi europei e nord-americani (compresi giapponesi e coreani) dobbiamo acquisire un modo di vita più austero, senza rinunciare alle conquiste fin qui raggiunte; significa usare meno auto e motoveicoli privati (a vantaggio di biciclette e mezzi pubblici); vivere e lavorare in edifici costruiti meglio, che consumano meno energia; acquistare prodotti più robusti ed efficienti, che durano di più, evitando “l’usa e getta” e producendo meno rifiuti.
E’ una “rivoluzione culturale” indispensabile e necessaria. Diversamente, la nostra “casa” Terra ci presenterà un conto molto salato……..
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