Biomasse insostenibili
venerdì 28 maggio 2010 di Marco Mandelli
BIOMASSE INSOSTENIBILI
Le biomasse (legna, scarti agro-forestali ed agroindustriali, deiezioni animali, rifiuti organici) sono un’importante risorsa energetica rinnovabile.

Bisogna però fare molta attenzione.
Esse sono sostenibili ambientalmente SOLAMENTE QUANDO SONO REPERITE ED UTILIZZATE SUL POSTO!
Le piante assorbono, per i loro accrescimento, anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera. Quando muoiono o entrano in processi di combustione e/o di rilavorazione, restituiscono in atmosfera la CO2 assorbita: le piante sono quindi NEUTRE, nei confronti dell’effetto serra dovuto ai gas climalteranti.
Se io acquisto legna da ardere che viene dall’estero, mi “brucio” però tutto il vantaggio ottenuto dall’utilizzo della legna: per trasportarla (via nave, via camion o altro) consumerò carburanti fossili e …………… addio vantaggi ecologici. Quindi l’utilizzo delle biomasse deve avvenire con molta razionalità, a seconda delle risorse locali disponibili.
Un’altra folle aberrazione, riguarda i “biocarburanti”.
Da alcuni anni si produce biodiesel, ricavato, attraverso processi industriali (esterificazione), da piante oleaginose (ad esempio, la colza). Oppure il bioetanolo, ricavato invece da piante “zuccherine”, come i cereali.
In diversi paesi asiatici (Indonesia), africani, sud-americani (Perù, Brasile), viene distrutta la foresta pluviale per fare posto alle coltivazioni di palma da olio, materia prima per il biodiesel. DOBBIAMO OPPORCI CON FORZA ALLA DISTRUZIONE DELLE FORESTE TROPICALI!
Con riferimento al bioetanolo, dobbiamo impedire che migliaia di ettari di terreno vengano utilizzati, anziché per sfamare l’umanità, per coltivare cereali a scopo NON-FOOD, cioè non-alimentare.
E’ UNA VERGOGNA! Sul nostro pianeta c’è cibo a sufficienza per tutti i quasi 7 miliardi di esseri umani che lo abitano, ma è mal distribuito: nel nord del mondo ci dobbiamo mettere a dieta, mentre in Africa equatoriale crepano di fame. I cereali, invece di finire nella pancia degli africani, vanno ad ingrassare le mucche (che poi diventano hamburger, per i grassi ragazzini americani o europei) o diventano carburanti per le nostre automobili. Come possiamo pensare che l’umanità possa avere un futuro, se continuiamo con queste aberrazioni?
Ogni volta che avvio il motore della mia automobile o del mio scooter, devo capire che sto creando problemi per la sopravvivenza della specie umana: i combustibili fossili stanno avvelenando l’atmosfera, i combustibili “ecologici” avvelenano l’economia dei Paesi in Via di Sviluppo.

Per fortuna, a livello internazionale, si sta prendendo coscienza della non-sostenibilità etica dei biocarburanti così concepiti e stanno prendendo piede nuove tecnologie che cercano di ottenere bioetanolo da cellulosa. Rimane il problema del biodiesel da olio di palma (vedi foreste del Borneo o dell’Amazzonia).
Vale sempre il principio della RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE. Ogni nostro singolo comportamento va ad incidere, nel bene e nel male, sul nostro ecosistema: la nostra piccola, e per il momento UNICA, madre TERRA.
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