Promoambiente

Automobili al tramonto o tramonto delle automobili?

domenica 30 maggio 2010 di Marco Mandelli

Domenica 9 maggio 2010, ore 21,30. La trasmissione REPORT di RAI TRE, parla di automobili, di trasporti, di città nord-europee. E non solo.

Secondo i dati riportati durante la puntata, in Italia 2 milioni di persone lavorano direttamente o indirettamente nel settore dell’auto.

FIAT, intenzionata a giocare un ruolo di primo piano a livello mondiale (soprattutto dopo gli accordi con CHRYSLER), ha annunciato che verranno chiusi o ridimensionati alcuni stabilimenti italiani (Termini Imerese, Pomigliano) per trasferire, cosa che sta già facendo da anni, alcune produzioni all’estero. Ciò impone delle urgenti riflessioni sugli scenari economici del nostro paese.

Intanto sembra che la Grande Crisi economica mondiale sia quasi al termine. Sembra. In effetti da qualche mese (primavera 2010) c’è una ripresa degli ordinativi a livello internazionale ed anche in Italia i telefoni delle imprese hanno ricominciato a squillare.

Il fatto è che la Grande Crisi ha lasciato tracce profonde nell’economia mondiale e molte cose non saranno più come prima. La Grande Crisi è stata causata dalla finanza speculativa, che ha preso il sopravvento su tutto il resto. I mercati delle principali nazioni “occidentali” sono ormai saturi; buona parte dei PVS (Paesi in Via di Sviluppo) non hanno i soldi per acquistare le nostre merci; solo pochi paesi, come la Cina ed il Brasile, hanno tassi di crescita economica interessanti; perciò i “grandi geni” della finanza internazionale che cosa si sono inventati? Titoli spazzatura da rifilare alle banche ed a i risparmiatori di mezzo mondo. E poi cosa è successo? Per salvare quei “grandi geni”, ossia le grandi banche d’affari USA (e, a cascata, anche le banche europee) i governi di mezzo mondo hanno dovuto mettere sul piatto piani di intervento per centinaia di miliardi (di Euro o di Dollari). E da dove vengono tutti questi soldi? Bravi, avete indovinato! Dalle nostre tasche! E infatti, è roba di questi giorni, Grecia e Spagna hanno tagliato gli stipendi dei dipendenti pubblici, Italia che fa più o meno la stessa cosa, piani che promettono “lacrime e sangue”.

Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha detto recentemente “che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. Questo è profondamente vero. E’ la dura realtà. Dagli anni settanta (del ‘900) in poi, statunitensi, giapponesi ed europei, abbiamo tutti vissuto al di sopra delle risorse.

Torniamo al tema dell’inizio, quello delle automobili. In Italia ci sono 60 autovetture ogni 100 abitanti ( significa 36 milioni di auto) una delle percentuali più alte al mondo. Nelle grandi città siamo ormai al collasso. Non si sa più dove parcheggiarle. La velocità media in città è talmente bassa che si fa prima ad andare a piedi. Per vendere automobili non sanno più cosa inventarsi: “eco-incentivi”, nuove norme restrittive (ECO 4, ECO 5 ecc.). Automobili che sono poi sempre le stesse, con qualche gadget in più, con motori sempre inquinanti ( provate a respirare lo scarico di un motore che funziona con “BENZINA VERDE”, che è più cancerogena di quella col piombo).

In nazioni più sviluppate (culturalmente e civilmente) della nostra hanno da tempo applicato soluzioni intelligenti, dettate prevalentemente dal buon senso. In Germania ed in Svezia, ad esempio, progettano interi quartieri IN FUNZIONE DEI LORO ABITANTI, non come in Italia, dove i quartieri vengono progettati esclusivamenti per soddisfare gli appetiti dei palazzinari. In molte città della Germania e della Svezia, ad esempio, si dà la priorità alle piste ciclabili ed ai mezzi pubblici, scoraggiando l’uso dell’auto privata: invece del possesso dell’autovettura viene incentivato il “CAR SHARING”, l’uso condiviso.

Un rivoluzione culturale ci attende dietro l’angolo: privilegiare non più il POSSESSO degli oggetti, delle cose, ma il loro USO. Non è necessario “possedere” un’automobile, quando posso noleggiarla sotto casa, per due ore o per un giorno, solo se effettivamente ne ho bisogno, pagando un canone annuo ed una tariffa per le ore trascorse ed i chilometri percorsi.

Tutto questo per dire che, per uscire dalla Grande Crisi, dobbiamo rivedere molte cose.

Per difendere l’occupazione dei lavoratori FIAT di Termini Imerese devo a tutti i costi comperarmi un’auto nuova? Devo necessariamente continuare a riempire le città di automobili inquinanti, che bruciano migliaia di tonnellate di petrolio, che non so più dove mettere e che costringono a restare ore imbottigliati nel traffico?

Cerchiamo altre vie, come quella, già mostrata da REPORT in varie precedenti puntate, di riconvertire i motori delle automobili in mini-centrali di cogenerazione. L’aveva già fatto nel 1973 l’Ing.Mario Palazzetti, all’epoca progettista FIAT, che aveva trasformato un motore della FIAT 127 (903 centimetri cubi) nel sistema TOTEM, capace di produrre elettricità e calore per il fabbisogno di diverse unità abitative. La FIAT lasciò cadere questo progetto; esso è stato recentemente ripreso da VOLKSWAGEN, che sta producendo sistemi di micro-cogenerazione, in collaborazione con una azienda energetica tedesca.

Invece di produrre oggetti che non servono più, dobbiamo ripensare il modello economico, facendo cose e/o proponendo servizi che migliorano la nostra qualità della vita, senza distruggere il nostro pianeta.

www.report.rai.it

www.decrescitafelice.it

- Maurizio Pallante “Un futuro senza luce?” - Editori Riuniti, 2004


Documenti allegati

REPORT 9 maggio 2010

30 maggio 2010
Documento : Word
25.5 Kb

Home page | Contatti | Mappa del sito | | Statistiche delle visite | visite: 8332

Monitorare l'attività del sito it  Monitorare l'attività del sito News   ?    |    I siti in syndication OPML   ?

Sito realizzato con SPIP 2.0.3 + AHUNTSIC

Creative Commons License